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Pannelli solari galleggianti che alimentano fino a 5.000 case

Questo impianto solare galleggiante in Francia può generare elettricità per quasi 5.000 case. Il progetto O’MEGA1 è una fattoria solare da 17 megawatt (MW) che si trova su un lago artificiale a Vaucluse, in Francia, e fornisce il 100 percento del fabbisogno energetico di 4.733 case – circa 10.000 persone. È sviluppato da Akuo Energy su una vecchia cava che è stata convertita in un lago. Si dice che la fattoria solare galleggiante sia la più grande in Europa e mostra il potenziale della tecnologia solare galleggiante in Francia, stimata a 20 gigawatt (GW), distribuita su potenziali 1.300 siti, tra cui bacini idrici, pianure alluvionali, laghi di cava e piscine industriali . Gli impianti fotovoltaici sull’acqua anziché sulla terra beneficiano del raffreddamento delle celle, che si traduce in pannelli meno riscaldati e produzione di energia ottimizzata. I pannelli sull’acqua possono anche coprire fino al 70 percento di un lago, che conserva l’acqua dolce riducendo l’effetto di evaporazione. L’implementazione molto semplice viene effettuata sulle rive del lago e la centrale elettrica è mantenuta da linee di ancoraggio fissate sul fondo del lago o sulle rive. Il progetto utilizza il pannello solare galleggiante Hydrelio di Ciel & Terre International.

“Rimandiamo a domani”: la genesi

Più del mal di schiena o della ‘sindrome da smartphone’ che colpisce i pollici delle mani, alcuni sostengono che “l’arte del rimandare a domani” costituirebbe la vera patologia del nostro tempo. In questo primo episodio della serie Procrasti-Nation ci si interroga sulle origini di uno stile di vita, ‘scomodando’ (è proprio il caso di dirlo) la mitologia greca, Leonardo da Vinci e Victor Hugo.

Svalbard, dove si sciolgono i ghiacci del circolo polare ARTE Reportage

Le temperature sull’arcipelago di Svalbard, che ospita i centri abitati più a nord del mondo, fanno segnare una media di cinque gradi in più in soli 30 anni. Il “fiordo di ghiaccio” deve ormai cambiare nome, la pioggia e gli arcobaleni stanno sostituendo le nevicate, le renne non sopravvivono, e la capitale amministrativa Longyearbyen è diventata la base di studi per scienziati del mondo intero. Kim Holmen, direttore dell’Istituto polare norvegese, riassume: “Se anche per magia oggi eliminassimo tutte le emissioni di anidride carbonica, ci vorrebbero 20-30 perché la situazione torni alla normalità”. In nessun luogo nel mondo le temperature, da ormai decenni, crescono quanto nel circolo polare artico.


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