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Coronavirus e 5G, cosa ci stanno nascondendo?

Guai a pensarla diversamente, guai a sollevare delle giustificate domande e preoccupazioni. La risposta è immediata: sei un complottista. Ma parliamoci chiaro, chi si sono i veri complottisti? Stretti nella morsa del Coronavirus siamo isolati nel vortice del terrore. Tutto chiuso, con un danno economico e non solo da capogiro.

Una situazione da film di fantascienza. Ma se fosse stato tutto creato in un “laboratorio”? “Il Coronavirus – dichiarò in un’intervista video rilasciata al sito Geopolitics and Empire, Francis Boyle, professore di diritto presso l’Università dell’Illinois. Nel 1989 ha redatto il Biological Weapons Act, la legge sull’antiterrorismo per le armi biologiche – è un’arma da guerra biologica creata in un laboratorio di Wuhan e l’Organizzazione mondiale della Sanità ne è già a conoscenza”.

Boyle sostiene che il Coronavirus, “un’arma da guerra biologica potenzialmente letale”, sarebbe “fuoriuscito da un laboratorio di massima sicurezza” di Wuhan. Il governo cinese avrebbe quindi inizialmente cercato di coprire il caso mentre ora sta adottando misure drastiche per contenere l’epidemia.

Emergenza sanitaria da coronavirus: come funzionerà il triage

Sono delle regole che mai nessuno avrebbe voluto dover scrivere, né leggere. E che nel mondo occidentale, nel ventunesimo secolo, possono suonare anacronistiche o addirittura ciniche. Siamo cresciuti con un sistema sanitario nazionale universalistico, che garantisce l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini, e siamo abituati a pensare che sarà per sempre così. Che è naturale che sia così, e non potrebbe essere altrimenti. Eppure, in situazioni di emergenza – e indubbiamente ci troviamo in una situazione di emergenza – dobbiamo cominciare a metterci nell’ordine di idee che qualcosa potrebbe cambiare. Con la speranza che i nostri comportamenti personali (dall’isolamento al lavaggio delle mani), portino i benefici attesi.

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Sorpresa: in tempi di coronavirus il digitale ci consente di recuperare l’umanità

Martedì, in commissione, il collega accanto a me ha fatto due starnuti. Aveva il naso chiuso da inizio giornata. Soffiato il naso, mi chiede se ho una penna. In tasca ne avevo una. Gli ho detto che ne ero privo: non volevo rischiare di portare con me una biro “infetta”.Questo è uno degli effetti perversi della situazione che stiamo vivendoIl prossimo (in ogni senso), colui che ti sta accanto, diventa tuo “nemico”, un possibile untore. Passami il paragone: è un po’ come quando sei in campagna elettorale per la preferenza e chiunque incontri non è più un essere umano ma solo un possibile voto che cammina…Qui però la differenza è molto più grande e negativa, perché l’attenzione all’evitare il possibile contagio e il divieto di contatto fisico incidono pesantamente sulla nostra condizione di esseri relazionali, cioè fatti per vivere in relazione con gli altri. Una relazione di norma fondata sulla fiducia reciproca.

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9 lezioni online. L’invito agli altri insegnanti ad andare a scuola (sono aperte) per la didattica online

Le scuole non sono chiuse, sono sospese le attività didattiche fino al 15 marzo. Molti insegnanti e docenti, in modo facoltativo, sono a scuola e nelle Università a sperimentare ed avviare la didattica a distanza. Il nostro invito è agli altri professori ad andare a scuola per cercare, dove possibile, insieme ai tecnici informatici dell’istituto di dar vita alle lezioni online, perché il diritto allo studio deve essere garantito agli studenti. https://www.key4biz.it/9-lezioni-online-linvito-agli-altri-insegnanti-ad-andare-a-scuola-sono-aperte-per-la-didattica-online/293569/

Forfait dei camionisti, non vogliono guidare in Italia per timore del coronavirus

Un mezzo pesante, proveniente dalla Germania è rimasto fermo al Brennero. “Si registrano le prime conseguenze extra sanitarie dovute alla diffusione del Coronavirus: un mezzo pesante, proveniente dalla Germania, che avrebbe dovuto consegnare materiali a Gorizia per i lavori di sistemazione di una scuola, è rimasto fermo al Brennero, perché non si trovano autisti disposti a guidarlo in Italia”. Lo rende noto il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, informato dell’accaduto dai propri uffici municipali. Secondo quanto si è appreso, i conducenti del Tir non sarebbero soltanto impauriti dalla possibilità di contrarre il virus, ma vogliono evitare l’eventuale quarantena che potrebbe essere loro imposta al rientro in patria, fermandosi così per 15 giorni.

Viaggi in aereo, treno e bus: cosa succede quando c’è un’emergenza sanitaria — SiViaggia

Gli ultimi giorni sono stati davvero campali per quanto riguarda l’emergenza Coronavirus in Italia: a causa di alcuni focolai nel Nord del nostro Paese, dove si sono verificati diversi contagi, gli spostamenti si sono fatti sempre più difficili. E se all’interno la situazione è ancora abbastanza sotto controllo, per viaggiare all’estero si possono incontrare complicazioni.…

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