La mafia dei cassonetti gialli: ecco come il crimine guadagna dagli abiti riciclati

I vestiti usati che lasciamo nei bidoni delle città sono al centro di un lucroso business delle cosche, che rivende quest materiali senza neppure farli pulire. Così funziona questo giro d’affari milionario.

La mafia dei cassonetti gialli: ecco come il crimine guadagna dagli abiti riciclati
Dai cassonetti gialli italiani finiscono in Tunisia e da lì sulle bancarelle dei mercati africani, attraverso un lucroso traffico gestito dalle mafie, soprattutto la camorra. È così che i vestiti usati del nostro paese e del Nord Europa – quelli che appunto vengono depositati nei cassonetti gialli, nella convinzione di fare un atto generoso per qualcuno – gonfiano invece il portafoglio della criminalità organizzata. E non va meglio per i rifiuti plastici mandati in Cina: materiale in certi casi contaminato, inutilizzabile negli stabilimenti europei, diretto a fabbriche inesistenti e smistato a destinazione dalle organizzazioni criminali. In un groviglio di traffici illeciti di rifiuti che unisce Genova a Tunisi e Sfax, Trieste e Livorno a Tianjin.
https://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/06/28/news/la-mafia-dei-cassonetti-gialli-ecco-come-il-crimine-guadagna-dagli-abiti-riciclati-1.304571?refresh_ce

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