Epidemie: una minaccia invisibile

Disponibile dal 06/03/2020 fino al 31/05/2020

Sempre nuove malattie si espandono a velocità impressionanti: il virus Ebola seminò morte in Africa occidentale tra il 2014 e il 2015, ora è il turno del meno letale Coronavirus, i cui ritmi di contagio hanno però prodotto una vera e propria psicosi planetaria. Peste, influenza spagnola, vaiolo… la storia umana è scandita da epidemie che hanno (in molti casi) decimato la popolazione mondiale. A che punto è la ricerca? Siamo davvero preparati di fronte a queste minacce invisibili? Un documentario-inchiesta firmato Anne Poiret e Raphaël Hitier.

Coronavirus e 5G, cosa ci stanno nascondendo?

Guai a pensarla diversamente, guai a sollevare delle giustificate domande e preoccupazioni. La risposta è immediata: sei un complottista. Ma parliamoci chiaro, chi si sono i veri complottisti? Stretti nella morsa del Coronavirus siamo isolati nel vortice del terrore. Tutto chiuso, con un danno economico e non solo da capogiro.

Una situazione da film di fantascienza. Ma se fosse stato tutto creato in un “laboratorio”? “Il Coronavirus – dichiarò in un’intervista video rilasciata al sito Geopolitics and Empire, Francis Boyle, professore di diritto presso l’Università dell’Illinois. Nel 1989 ha redatto il Biological Weapons Act, la legge sull’antiterrorismo per le armi biologiche – è un’arma da guerra biologica creata in un laboratorio di Wuhan e l’Organizzazione mondiale della Sanità ne è già a conoscenza”.

Boyle sostiene che il Coronavirus, “un’arma da guerra biologica potenzialmente letale”, sarebbe “fuoriuscito da un laboratorio di massima sicurezza” di Wuhan. Il governo cinese avrebbe quindi inizialmente cercato di coprire il caso mentre ora sta adottando misure drastiche per contenere l’epidemia.

Emergenza sanitaria da coronavirus: come funzionerà il triage

Sono delle regole che mai nessuno avrebbe voluto dover scrivere, né leggere. E che nel mondo occidentale, nel ventunesimo secolo, possono suonare anacronistiche o addirittura ciniche. Siamo cresciuti con un sistema sanitario nazionale universalistico, che garantisce l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini, e siamo abituati a pensare che sarà per sempre così. Che è naturale che sia così, e non potrebbe essere altrimenti. Eppure, in situazioni di emergenza – e indubbiamente ci troviamo in una situazione di emergenza – dobbiamo cominciare a metterci nell’ordine di idee che qualcosa potrebbe cambiare. Con la speranza che i nostri comportamenti personali (dall’isolamento al lavaggio delle mani), portino i benefici attesi.

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Il nostro pianeta, la fenomenale serie Tv di Netflix

I documentari escono in streaming il 5 aprile e promettono immagini spettacolari e taglio ecologista: ecco il trailer e tutte le informazioni.  “Questa è la storia del nostro pianeta e di come possiamo aiutarlo a prosperare”: sono le parole che aprono il trailer della nuova serie TV documentaria di Netflix, prodotta dagli stessi autori dello straordinario ‘Planet Earth‘ e ancora una volta sguardo spettacolare e originale sulle bellezze della natura e sui rischi che corrono a causa dell’indiscriminata attività umana. Esce in streaming venerdì 5 aprile ed è dunque arrivato il momento di raccontare cosa ci attende.

I nuovi poveri: la fine della classe media europea

Disponibile dal 27/02/2020 fino al 03/04/2020

Disoccupazione giovanile, precarietà, false partite IVA e lavori spazzatura: un terzo degli europei, attivi o pensionati, vive nell’incertezza economica. Ripercorrendo le cause e le responsabilità politiche del passato, dando voce agli esperti e analizzando le conseguenze politiche, questo documentario evidenzia la necessità di trovare metodi per salvare una società al bordo del precipizio.

Sorpresa: in tempi di coronavirus il digitale ci consente di recuperare l’umanità

Martedì, in commissione, il collega accanto a me ha fatto due starnuti. Aveva il naso chiuso da inizio giornata. Soffiato il naso, mi chiede se ho una penna. In tasca ne avevo una. Gli ho detto che ne ero privo: non volevo rischiare di portare con me una biro “infetta”.Questo è uno degli effetti perversi della situazione che stiamo vivendoIl prossimo (in ogni senso), colui che ti sta accanto, diventa tuo “nemico”, un possibile untore. Passami il paragone: è un po’ come quando sei in campagna elettorale per la preferenza e chiunque incontri non è più un essere umano ma solo un possibile voto che cammina…Qui però la differenza è molto più grande e negativa, perché l’attenzione all’evitare il possibile contagio e il divieto di contatto fisico incidono pesantamente sulla nostra condizione di esseri relazionali, cioè fatti per vivere in relazione con gli altri. Una relazione di norma fondata sulla fiducia reciproca.

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