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Pieghevole, la macchina che piega il bucato in 4 minuti (VIDEO)

Al salone della tecnologia, in corso a Las Vegas, la californiana Sunnyvale ha fatto una corsa per farci risparmiare tempo dopo il bucato. Poco importa che si tratti di asciugamani, camicie o pantaloni.

FoldiMate sa riconoscerli, stirarli e piegarli meglio di come faremmo noi. Introdotta per la prima volta al CES dello scorso anno, la macchina ha fatto impazzire il mondo. Così, dopo aver ricevuto qualcosa sono stati 8.000 richieste, adesso l’azienda ha davvero aperto i pre-ordini per la sua ultima versione, che sarebbe stato disponibile alla fine del 2019 negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo in base alla domanda, attraverso una partnership con il gruppo europeo di elettrodomestici BSH.

Grande quanto una lavatrice, pieghevole costerà circa 980 dollari tasse e spedizioni che dipendono dai vari paesi.
Sa piegare camicie, bluse abbottonate e pantaloni sia per bambini che fino alla taglia XXL per adulti. Rispetto al precedente, il nuovo modello in pre-ordine è una piegare asciugamani e federe, anche se le calze e gli indumenti sono ancora rigorosamente esclusi dal menu.

Ecco come funziona:

Il precedente modello di FoldiMate presenta componenti aggiuntivi antipiega, che ora sono stati sacrificati per una migliore tecnologia di piegatura. In media, la macchina piega da 20 a 40 articoli in un tempo che va da 2 a 4 minuti.

Purtroppo però non si è ancora fermato, come potrebbe essere anche in base alle richieste dell’utenza.

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“Immagina di fare il tuo bucato in meno tempo di quello che gli servono per preparare una tazza di caffè ” dice la società.

E tutto soddisfatto consumi elettrici esigui. Se siete tra quelli che impiegano tanto tempo, è un modo per farlo.

Francesca Mancuso

greenme.it/…/26238-foldimate-macchina-piega-bucato

COME FAR PRODURRE AL NOSTRO CORPO LE SOSTANZE E GLI ORMONI CHE CI FANNO STARE BENE

Pubblicato: 11 Gennaio 2018 Scritto da Anna Maria Cebrelli
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Adrenalina, dopamina, endorfine, ossitocina, serotonina, gaba: il nostro livello di benessere e felicità dipende da queste 6 preziose sostanze.

Prodotte, spontaneamente, dal nostro organismo possono essere ulteriormente “sollecitate” da scelte alimentari e/o attività che possiamo includere nella nostra routine quotidiana. Vediamo come. Read More

Ci sentiamo vuoti perchè non ascoltiamo la nostra anima

“Ma io la tv non la guardo,

la tengo solo accesa perché mi fa compagnia”.

Pensare.ascoltare.tenere costantemente il cervello impegnato, è diventato il solo modo per evitare di sentire. Chi si butta sul lavoro creandone un motivo di vita. Chi si concentra totalmente sullo studio. Chi si getta sui figli o sugli animali d’affezione. Chi sulla politica, sullo sport, creando reazioni ossessivo-compulsive.

Lo scopo è sempre quello di riempire un vuoto per non ascoltare la nostra anima.

Ascoltare, udire, non significa necessariamente capire, consapevolizzare. Sentire, percepire, è ciò che inconsciamente invece temiamo.

A volte, ascoltare percependo realmente i vari stimoli, interni od esterni, può essere più difficile di quanto si creda. Disabituati fin dall’infanzia, ormai, è una pratica talmente poco diffusa quella del sapersi ascoltare che, chi lo fa e ne trae degli spunti di consapevolezza, viene considerato una persona fuori dalla norma e spesso viene preso ad esempio diventando perfino una guida spirituale per chi sta, in un qualche modo, cercando di intraprendere un percorso di consapevolezza.

Noi nasciamo tutti con un dono,

una scatola vuota.

La scatola delle percezioni.

Questa scatola funziona ad una sola condizione, dev’essere vuota il più possibile. Più noi la riempiamo di convinzioni, dogmi, teorie, obblighi, falsi impegni, divertimenti fittizi, intrattenimenti cerebrali, più questa scatola smette, poco a poco, di esercitare la sua funzione. Il risultato è quello che siamo.

Esseri spesso incapaci di cogliere le sfumature della vita, le espressioni di gioia o di tristezza del nostro animo o delle persone che ci stanno intorno. Occupiamo, affannati, lo spazio a nostra disposizione perchè, quello che sentiremmo lasciando la scatola vuota, sarebbe la vera percezione della realtà. Un eco che ci descrive quello che siamo e quello che abbiamo intorno.

E quando la realtà risulta scomoda da accettare, più facile è dunque sommergerla sotto a decine di rumori ed impegni che non ci fanno ascoltare quella vocina che rimbomba dentro la scatola, raccontandoci quello che siamo e quello che potremmo essere.

Potremmo essere degli essere splendidi, dotati di sensibilità, di gioia e di amore da dispensare. Potremmo essere in grado di curare le nostre malattie, di comprenderne la reale causa e di risolvere i problemi che ci affliggono, siano essi spirituali, mentali o fisici. Potremmo diventare persone nuove, creature che non infliggono sofferenze ad altri esseri viventi.

Potremmo renderci capaci di amore puro, di donare senza pretendere nulla in cambio. Di godere del sole e della pioggia allo stesso modo. Di vivere la spiccata gioia e l’intensa tristezza, dandone il giusto peso e il giusto spazio. Senza lasciare che nessuna di queste due emozioni ci rapisca e ci renda illusoriamente schiavi.Lasciando la scatola vuota, possiamo percepire liberi da condizionamenti.

Cessare l’atteggiamento indotto da decine di fattori esterni ed essere, finalmente, persone vere…

Daniele Reale

Titolo originale dell’articolo : Potremmo essere pura consapevolezza, ma invece preferiamo essere persone finte

aprilamente.info/ci-sentiamo-vuoti-perche-non-ascoltiamo-la-nostra-anima

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